Bukavu, il grande ritorno

la prima visione della procura dopo la curva

Ecco la Procura! poco o nulla è cambiato all’esterno. Il solito muro alto con il filo spinato per evitare eventi spiacevoli. Un primo cancellone. Gli stessi vecchi guardiani dello scorso anno. Sulla destra un paio di uffici dell’università, sulla sinistra la solita raccolta di ferrivecchi e una delle auto dell’UCB.

Davanti a noi, e qui il cuore comincia proprio a battere forte, il secondo cancellone. Anche in questo caso i guardiani me li ricordo perfettamente così come, sulla sinistra nel grande cortile in terra battuta, la cisterna del carburante, i vecchi camion di marca cinogiapponese che nascondono i laboratori di falegnameria.

l'ufficio posta, il forex change e l'amministrazione

A destra qualche ufficio, il forex change, l’ufficio posta e lo spaccio dove una gomma da jeep costa “solo” 370 u$ e una bottiglia di rosè di mureza 10 u$. Il taxi fa un’ultima curva a sinistra ed eccoci nel cuore della Procura!

l'accesso alla Procura

Lo sterrato, l’aria e i profumi sono esattamente come li ricordavo. Solo il giardino mi sembra più fiorito. Forse perché siamo agli sgoccioli della stagione delle piogge e le piante possono ancora dissetarsi, anche se a fatica. In cucina ed ai servizi i vecchi amici

Da destra a sinistra: Florida, Willi, Balthasar, Florence, Jean, Michele, Angeline, Flavienne e Jean Kibobo

che mi accolgono con un sorriso dei loro, mentre una serie di testate (ricordate, una a destra, una a sinistra e una in fronte!) mi fanno scordare il tempo passato lontano da qui.

Del Decano, l’Abbe Caningo che mi aveva svelato che qui le banane si chiamano gross michel, non rimane che un busto,

Il busto del Decano Adolphe Kaningu

mentre il suo seminarista adesso dice messa. George, Paul, Dieudonne sono sempre qui.

Dieudonne

Joseph, il Vescovo/Rettore che parla una quantità industriale di lingue e fa le battute in brianzolo, è a Kinsasha.

i servizi in camera...

La camera non è la 9 come un anno fa ma la 12.

la megascrivania e l'unica poltrona

Per la verità cambia solo il numero perché l’arredo è lo stesso: un letto, un tavolo, una sedia, una poltrona, una libreria/armadio e un lavandino nascosto da una tenda multicolori

la celletta in quasi tutto il suo splendore!

il talamo antizanzarato

l'unico mobile della...celletta

Scaricati i 40 e passa chili di bagaglio ci spartiamo le cose con Jd. Pile ricaricabili e no, software originali e craccati, libri, pc e telefoni portabili entrano così nella sua/mia valigia. Per la verità nel casino che si è creato (ci vorranno 4 giorni per sistemare degnamente la camera) Jd si porta via anche qualche pezzo che doveva rimanere qui ma …pas problems li riporterà il giorno seguente.

Prima della consueta birra cerco la doccia, che trovo, ma non l’acqua…che, dimenticavo, non arriva così stabilmente e frequentemente! Il colmo per essere in una zona dell’Africa denominata dei grandi laghi! Laghi e fiumi pieni d’acqua (e non solo il lago Kivu sul quale si affaccia Bukavu è una riserva di gpl!!), evidentemente non vengono sfruttati a dovere.

la mia stanza

Torno in camera, rosariando tra me e me, e, prima sorpresa: arriva Andrea

Andrea

22enne studente di medicina di Pavia che per la sua prima esperienza all’estero ha scelto proprio Bukavu.

Alto, magro come musungu alla sua età, Andrea è entusiasta di quello che sta vivendo. Ci scambiamo poche, anzi pochissime, notizie sull’Italia e partiamo per la prima birra che mi tocca pagare: 3 birre 7 u$, che “ladroni” in Procura!

Si chiacchiera in un misto di francoitalianoswahili giacché nel casino, ognuno ci mette del suo!

Lucette con la sorellina

Poco dopo arriva anche Lucette con la sorellina, la simpaticissima Marieregine

Marieregine

Lucette aveva partecipato al corso lo scorso anno ed à la longa manu di Jd tra gli studenti/reporter. Baci abbracci e ancora chiacchere. Il gruppo si sta riformando!

Arrivano in fretta le 18 e con loro anche il buio. Per Jd è il momento di andare a Kadutu, uno dei quattro “quartieri/villaggio” che compongono la città di Bukavu, dove è parroco. Secondo lui è proprio qui dietro ma, forse perché lo dice ridendo forse perché lo conosco, non ci credo tantissimo e comunque a oggi non ho ancora controllato. Ma lo farò, promesso!!

La campana del refettorio suona, come sempre alle 19h30, ed io e Andrea ci fiondiamo a cena, dove tutti ci si ritrova così come a mezzogiorno e mezza.

la sala refettorio

Sul tavolo comune una serie di padelle e di piatti di portata nascondono ai nostri occhi le varie pietanze: minestrone, riso stracotto con le carote, crauti, patate bollite col prezzemolo e fritte, carne in umido, insalata di pomodori e cipolle, un magnifico sughetto e Lui: il fufu! Era da undici mesi che mi tenevo la voglia di mangiarlo e adesso la soddisfo! Ne prendo una buona dose che sommergo di sugo e un paio di bocconcini di carne, ottima. Al completo rientro in questa realtà manca poco.

Devo solo riprovare l’estrema difficoltà di comunicare con il resto del mondo sia per telefono che per internet e rincontrare qualche amico quale ad esempio il Magnifico Rettore.

Musungu

QUI la prima parte del viaggio

QUI la seconda

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