Congo, armi ribelli.Chi sono i gruppi delle foreste che terrorizzano il Paese.

di Jacopo Arbarello

Le armi sono ovunque. Le impugna l’esercito, le stringono i gruppi ribelli. Con uguale violenza e, forse, medesimi intenti. Mitra e compagni sono il lascito più evidente della guerra civile del Congo, finita nel 2003 dopo 5 milioni di morti.

Ma qui, nell’Est del Paese grande come l’Europa occidentale, chiamato a scegliere il proprio presidente per la seconda volta il 28 novembre, pistole e fucili non hanno smesso di farsi sentire.

Per le strade di Bukavu, la capitale della regione del Sud Kivu, i militari dell’esercito regolare congolese imbracciano lanciagranate al posto del fucile di ordinanza. Al mercato nero si fanno ottimi acquisti: ci vogliono tra i 50 e i 100 dollari per averne uno e ne bastano 30 per i kalashnikov.

TRAFFICO DI ARMI LEGGERE. «La circolazione delle armi è enorme, soprattutto per quanto riguarda quelle leggere» racconta a Lettera43.it Eric Kajemba, coordinatore dell’Osservatorio per la governance e la pace, una delle organizzazioni più attive nel monitorare la regolarità delle elezioni.

«D’altra parte fino al 2009 solo qui in Sud Kivu erano operativi 19 gruppi armati, e fino al 2006 hanno combattuto nella nostra terra sei eserciti regolari di Paesi stranieri. Adesso i gruppi armati di una certa importanza non devono essere più di quattro o cinque. Dunque le cose vanno meglio, ma comunque la sicurezza nell’Est non è stata garantita come era stato promesso dal presidente Kabila» continua.
Mai Mai, ribelli misteriosi diventati banditi armati

Tra i gruppi ancora operativi in Congo ci sono i Mai Mai, i ribelli avvolti da un alone quasi leggendario. Erano nati come un gruppo di autodifesa e di resistenza contro gli eserciti ruandese e ugandese: durante la guerra civile il loro lavoro è stato apprezzato ed erano accolti come protettori.
«Ma adesso», racconta Kizito Mushizi Nfundiko, candidato al parlamento nazionale per uno dei partiti di opposizione, «sono piuttosto dei banditi armati, non agiscono più per la comunità ma solo per la propria auto sopravvivenza, terrorizzando la popolazione civile e anche i militari».
Sono poi ancora operative nelle foreste del Paese le armate ribelli ruandesi. Sono le temute Forces démocratiques pour la libération du Rwanda (Fldr).
CONTROLLO SULLE MINIERE. Secondo Jean de Dieu Cikonza, giornalista locale, si tratta di circa 3.200 uomini: «Non vogliono tornare in Ruanda perché temono di essere condannati e massacrati. Sono identificati come gli eredi di quelle milizie Interahamwe che hanno compiuto il genocidio del 1994. Molti di loro poi si sono fatti un ruolo nella società civile congolese e non vogliono tornare indietro».
Quindi rimangono, e imperversano. Controllano, per esempio, diverse miniere artigianali gestite dalle comunità locali alle quali impongono una sorta di ‘pizzo’ con cui le milizie ribelli alimentano la propria guerriglia.

Congo: sottosuolo ricco, popolazione povera

La foresta congolese è infatti nella maggior parte dei casi impenetrabile, ma nasconde meravigliose ricchezze nel sottosuolo. Il Congo è uno dei principali produttori di diamanti, oro, rame, cobalto e zinco, ma abbonda anche di coltan, usato nella produzione di telefoni cellulari e computer, e di casserite, che si usa per il packaging del cibo.
La nazione, insomma, è una delle più ricche al mondo, con il paradosso di avere una delle popolazioni più povere del pianeta.
Colpa dei gruppi armati ribelli, certo. Ma non solo. Anche l’esercito regolare mina fortemente la sicurezza del Paese, e quindi la popolazione. «I militari non sono inquadrati, provengono da diverse milizie integrate nell’esercito, non sono formati, e soprattutto non sono pagati con regolarità e a sufficienza. Per questo si trasformano in una minaccia più che in una risorsa per la popolazione» accusa Nfundiko, il candidato che nella sua corsa al parlamento appoggia Vital Kamerhe, oppositore del presidente Joseph Kabila.

CIVILI VITTIME DEI MILITARI. La sicurezza insomma in Congo non è assicurata perché l’esercito costituisce parte del problema. Le brigate militari sono state accusate in passato di sfruttare le miniere esattamente come i gruppi armati ribelli che dovrebbero combattere. E se chi deve difendere la popolazione invece la attacca e la saccheggia la vita diventa un incubo per i civili indifesi, che non sanno più a chi appellarsi.

Mai militari sono nemici anche per altre ragioni. La presenza di soldati ruandesi nei più alti quadri dell’esercito regolare qui nell’Est del Congo non ha smesso di suscitare rabbia.

KABILA SOSTIENE IL RUANDA. «L’esercito ruandese comanda ancora la nostra economia e tutto l’Est del Paese. I quadri dell’esercito sono ruandesi, li riconosciamo perché non parlano francese, ma inglese. Sono i ribelli ruandesi che hanno vissuto per decenni in Uganda», accusa Jean Jacques Purusi, professore di diritti umani all’Università cattolica del Congo.

Ma non tutti la pensano come lui. Kajemba, il coordinatore dell’Osservatorio per la pace, ammette per esempio che la presenza ruandese nell’esercito si è molto diluita negli ultimi due anni e le cose vanno meglio. «Di certo però il presidente Kabila ha integrato nel nostro esercito i militari ruandesi o di cultura ruandese, come per esempio la milizia dei Banyamulenge. La sua è sempre stata una politica di prossimità al Ruanda, che qui in Congo non è proprio visto come uno stato amico».

Jacopo Arbarello per Lettera 43

Add to Google

Bookmark and Share

OkNotizietutto blog PaperblogW3Counter

Questa voce è stata pubblicata in Aksanti, Amici e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...